Lampadine Led: Impariamo a capire la confezione!

27/04/2016

Lampadine Led: Impariamo a capire la confezione!


Impariamo a leggere la confezione delle nostre lampadine led.

Prendete in mano la confezione di una lampadina led che avete in casa e controllate i valori che elencheremo sotto:

  • Lumen: o intensità luminosa è il primo parametro da prendere in esame, in quanto indica il livello di illuminazione che vogliamo ottenere nel nostro ambiente. Cerchiamo allora di capire come poter scegliere l’intensità luminosa.La maggior parte di noi è ancora abituata a ragionare in W, ricordando che, quando erano in commercio quasi solo lampadine a incandescenza, non si rendeva necessario prendere a riferimento l’intensità luminosa.                 
  • Potenza della Luce: I Watt sono l'unita di misura. Bisogna fare attenzione a questa misura in quanto a differenza delle vecchie lampadine a incadescenza / alogene, il dato non coincide, perché una lampadina a led consuma meno di 1/3 di una lampadina alogena.
  • Cablaggio della Lampada: In questo caso ci riferiamo al tipo di attacco presente sulla lampadina. Gli attacchi diffusi sono: E27, E14, G13, GU10, GU5.3/MR16, G9, G4, ecc.
  • Cicli di accensione: Solitamente viene raffigurato da un'iconetta con un interruttore o da scritte come "On/Off", Swift Cycle", ecc. Affianco troverete un numero, dove verranno indicati i cicli di accensione stimati dalla casa produttrice.
  • Vita Stimata: A volta indicata come "Durata" o "Life Span" ecc, è la durata stimata (in ore) della lampadina in funzionamento.
  • Temperatura Colore: Questo è un valore a cui dovremo prestare molta attenzione. L'unità di misura sono i gradi Kelvin e potremo scegliere tra 3 diverse tonalità di colore: Bianco Caldo (dai 2500K ai 3500K) Bianco Neutro (dai 3550 ai 5000) e Bianco Freddo (dai 5100K).Per le abitazioni consigliamo una luce bianca calda, più consona a contesti dove si predilige creare atmosfera piuttosto che creare condizioni di illuminazione più “taglienti”, per non dire abbaglianti, adatte a uffici e contesti dove si richieda maggiore attenzione e precisione nei lavori.
  • Indice di Resa Cromatica: o Color Rendering Index (CRI), esprime la capacità di una fonte di illuminazione di restituire i colori “naturali” degli oggetti illuminati. Per naturali si vuole indicare come ci appaiono i colori quando sono illuminati da una fonte luminosa di riferimento, che, per semplificare il discorso e rendere l’idea, diciamo che è rappresentata dalla luminosità diffusa offerta dal sole in una giornata di cielo sereno.A questo proposito, le luci a LED di colore bianco caldo offrono tipicamente un CRI > 80, ritenuto più che adatto in contesti abitativi a rendere bene i colori (anche se non raggiungerà mai i valori di una lampadina a incandescenza, che presenta uno spettro di emissione luminosa molto più “denso” e raggiunge valori di CRI prossimi a 100). Le luci a led a bianco freddo tendono ad avere valori del CRI più bassi.Inoltre, il nuovo Regolamento UE 1194/2012, ha previsto che, per le nuove lampadine a LED immesse sul mercato e non destinate all’uso esterno, sarà obbligatorio un CRI>80.
  • Lampadina Direzionale/non Direzionale: ovviamente, quando compriamo la nostra lampadina a LED per il nostro salotto o per illuminare la tavola da pranzo, dobbiamo fare attenzione che sia una lampadina non direzionale.  Una lampada direzionale è una lampada che presenta almeno l’80% dell’emissione luminosa entro un angolo di 120°, viceversa per una non direzionale.Ciò significa che le lampadine non direzionali consentono una illuminazione più diffusa dell’ambiente circostante.
  • Classe di Efficienza Energetica: sembra un discorso complicato ma non troppo, almeno se ci limitiamo a interpretare il significato delle lettere senza andare ad approfondire come sia calcolato l’indice di efficienza energetica, noto anche come Energy Efficiency Index o EEI, da cui si ricava la classe stessa.In linea generale, è bene sapere che oggigiorno, per le lampadine in commercio, la classe di efficienza energetica parte dalla A++ per arrivare alla C. Infatti lampadine con efficienza inferiore non possono essere più commercializzate. Nonostante questo, la grafica della etichette riporta ancora le classi al di sotto della C.Per essere più precisi, dal settembre 2013 ci troviamo due tipi di etichette energetiche, per effetto dell’entrata in vigore delle disposizioni del Regolamento UE 874/2012, che hanno previsto l’introduzione della nuova etichetta energetica per le lampadine entrate in commercio dopo questa data.Ciò significa che ci troviamo di fronte alla coesistenza fra una vecchia etichetta energetica, per le lampadine immesse sul mercato prima del settembre 2013 e una nuova etichetta.

 

 

          Vediamo allora quali sono le principali differenze.

  • Vecchia Etichetta Energetica delle Lampadine (direttiva 98/11/CE)

    Nuova Etichetta Energetica delle Lampadine (Regolamento 874/2012)

    Come possiamo vedere, la vecchia etichetta energetica era composta da un primo riquadro riportante la scala delle classi di efficienza energetica, con lettere dalla A alla G, anche se oggi giorno non possono essere commercializzate lampadine di classe inferiore alla D (dal 2016 poi, per effetto dell’introduzione di requisiti più restrittivi per le lampade alogene, previsti dal Regolamento 244/2009, anche le lampadine in classe C e D non potranno più essere di fatto commercializzate…).La nuova etichetta ha invece introdotto le classi A++ e A+, per rendere conto del miglioramento in efficienza delle tecnologie di illuminazione occorso negli ultimi anni. Nella nuova etichetta, inoltre, nella parte più alta, contrassegnata con i simboli I e II nell’immagine qui a fianco, vengono indicati il modello e il produttore.Nella  parte bassa troviamo invece una differente modalità di indicazione dei consumi e delle prestazioni della lampadina.  A sinistra, vengono indicati sia l’intensità di emissione luminosa (espressa in lumen), sia la potenza consumata, sia la durata nominale della lampadina. Nella nuova etichetta viene riportato solo il consumo annuo stimato per 1000 h di utilizzo.A pensarci bene questo è del tutto equivalente alla potenza in W riportata nella vecchia etichetta, dato che dividendo 1 kWh per mille ore, si ottiene appunto un Wh… 
    Per quanto riguarda le tecnologie disponibili sul mercato, possiamo riconoscere che:
    – le lampadine alogene (dette anche “a incandescenza migliorata”), sono in classe D o C;
    – le lampadine fluorescenti compatte (Compact Fluorescent Lamp o CFL), sono in classe B o A;
    – lampadine a LED, sono in classe A, A+ o A++;